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Discussione: Undulatus Asperatus: il mistero del TEMPORALE che non c’è

  1. #1
    Team Member L'avatar di Luca Dal Molin
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    Undulatus Asperatus: il mistero del TEMPORALE che non c’è

    Interessante articolo di Luca Angelini, apparso ieri nel suo sito (http://meteobook.it/).

    Undulatus Asperatus: il mistero del TEMPORALE che non c’è.

    Potremmo anche fermarci a questa spettacolare sequenza e rimanere con un mistero da scoprire, ma la bellezza di questo fenomeno, del tutto naturale specifichiamo, merita senz’altro un adeguato approfondimento a partire dallo splendido video riportato qui sotto.
    (http://meteobook.it/asperatus-mister...porale-non-ce/)


    La “più giovane” tra le formazioni nuvolose, è stata inserita infatti nell’Atlante Ufficiale delle Nubi riconosciuto dalla WMO (Organizzazione Meteorologica Mondiale) solo nel 2009, l’Undulatus Asperatus ha attirato l’attenzione di alcuni esperti e appassionati nelle Grandi Pianure americane e deve proprio alle sue rare apparizioni la fama di new entry.

    Le Ondulatus Asperatus, così sono state battezzate queste vere e proprie onde del cielo, sono però ancora oggi un autentico mistero della fisica tant’è che sono ancora in corso diversi studi per comprendere appieno il meccanismo di formazione e sviluppo. Quello che si sa è che, a dispetto dell’aspetto minaccioso tipico dei temporali in avvicinamento, nella maggior parte dei casi si dissolvono senza aver prodotto una goccia di pioggia.


    Secondo Paul Hardaker, responsabile della Royal Meteorological Society, la formazione delle nubi Asperatus richiede enormi quantità di energia, proprio quella che si riscontra durante la formazione di temporali. Secondo la teoria più accreditata possono essere considerate come l’evoluzione successiva di un “Mammatus” (varietà di cumulonembo, vedi figura sotto) ma solo in particolari e rare condizioni.


    Per farvi comprendere il meccanismo, vi invito ad immaginare il fungo di un cumulonembo (nube temporalesca foto qui a fianco) come quello di un grande fuoco di artificio. Analogamente ad un cumulobembo il “cavolfiore” luminoso del fuoco che esplode si espande nel cielo, poi tende a ricadere verso il basso. Ma se alcuni lapilli vengono richiamati verso l’interno del fungo perchè intercettati da correnti ascendenti, descrivono una traiettoria simile ad una pennellata (il Mammatus, figura qui a fianco dove al posto dei lapilli luminosi ci sono le gocce di pioggia). Ora, se negli strati intermedi soffia una corrente orizzontale in aria secca che “frusta” dal basso lo strato inferiore delle nuvole, il Mammatus può diventare Asperatus.


    Rarissime dalle nostre parti, poichè richiedono particolari condizioni, queste formazioni nuvolose sono più comuni invece nelle grandi pianure degli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Nuova Zelanda dove di norma compaiono durante la fase di scarico e indebolimento di un forte temporale. Temporale che rimarrà in secondo piano, dietro questa formazione nuvolosa e che pertanto non ci raggiungerà mai.


    Luca Angelini


    asperatus-520x381.jpg
    fungo-320x241.jpg
    Mammatus-320x223.jpg
    Stazione Meteo amatoriale.
    Davis Vantage Vue. Termoigrometro con schermo passivo.

  2. #2
    Amministratore L'avatar di Davidem
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    Articolo molto interessante, però mi permetto di dire che da noi non sono poi così rari, li ho visti spesso

    Inviato dal mio Asus ZenFone 2 con Tapatalk 2
    Dustin: Ehi Bill, che succede?
    Bill:.........si fa verde....
    Dustin:.........verdeggia.....
    Bill: Selliamo i cavalli!
    Dustin: Al volo capo! (Twister)

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