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Discussione: La nevicata del secolo del gennaio 1985

  1. #1
    Team Member L'avatar di Fabio
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    La nevicata del secolo del gennaio 1985

    Visto il periodo monotono ho deciso di cercare delle foto della nevicata del secolo del gennaio 1985 della mia zona e le ho trovate da una signora che abita qui vicino. Ecco tre foto scattate ad Agugliana (1km da casa mia a 320m)!!!!!

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    I miei genitori mi raccontano che ha nevicato quasi due giorni ininterrottamente e alla fine c'erano circa 130-140cm. Nella contrà dopo la mia, 500m più avanti (zona molto ventilata), nei punti dove è stata accumulata dal vento era alta fino al pergolo del secondo piano della casa quindi sui 3m. Mi hanno detto che sono saliti anche sui tetti delle case a spalare per paura che il tetto cedesse. Sono stati isolati per giorni finché non sono arrivati con la ruspa dalla pianura ad aprire le strade ma non sapevano dove buttarla da quanta neve c'era.


    Se avete anche voi foto o testimonianze di quella nevicata aggiungetele qui!


    Prima o poi tornerà una nevicata così????
    Stazione meteo Davis VP2 wireless

    Minima più bassa del 2017: -6.9°C (11 gennaio)
    Massima più alta del 2015: 36.0°C (2 agosto)

    Dati in tempo reale da Montorso Vicentino http://montorsometeo.altervista.org//

  2. #2
    Squall Line L'avatar di clark
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    Grande! Da ricordare che l'evento fu preceduto da un dicembre caldo e avarissimo di neve anche in montagna.
    Appena ho un po' di tempo ricarico qua tutto quello che avevo postato nel forum defunto.
    Stazione meteorologica urbana Davis Vantage PRO2:
    https://www.weatherlink.com/bulletin...8-f5aa54869ebb

  3. #3
    Team Member L'avatar di Fabio
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    In un libretto del 1995, ho trovato delle foto della nevicata a Marana di Crespadoro 800m

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    Nell'articolo c'è scritto che sono rimasti giorni senza corrente elettrica a causa dei grossi manicotti di ghiaccio che hanno fatto saltare tre cavi della linea da 20 mila volt che serviva il paese. Inoltre i viveri venivano portati anche con l'elicottero e molti riaccendevano i forni per fare il pane. Si parla di accumuli oltre il metro e mezzo e anche di 2-3m dove accumulata dal vento.
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    Massima più alta del 2015: 36.0°C (2 agosto)

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  4. #4
    Amministratore L'avatar di Sax
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    a Chioggia....

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    Le trombe d'aria sono l'esempio più diffuso di meteoignoranza: ce n'è una ad ogni giro di anemometro. (S.P.)
    --
    MeteoChioggia.it

  5. #5
    Amministratore L'avatar di Davidem
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    Non ricordo molto, avevo 2 anni, ma mia mamma mi ha raccontato che c'era almeno 1mt e mezzo di neve, fortuna che 2 dei nostri vicini avevano il trattore e si sono messi subito all'opera, ma gli impianti hanno subito danni, infatti da me sono saltate le tubazioni dell'acqua e la caldaia....

  6. #6
    Responsabile Scientifico L'avatar di Gigero
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    Grande Fabio!

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    - Marco Rabito -

    Tecnico Meteorologo Certificato WMO 1083

    AMMINISTRATORE E PREVISORE
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  7. #7
    Temporale a multicella L'avatar di Viking
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    Da me invece non è caduta tanta neve come da voi, non più di 15 o 20 centimetri, cominciò a nevicare la mattina dell'epifania dopo un Natale abbastanza caldo, non cadeva copiosamente e a momenti smetteva di cadere, riprese la sera e continuò a cadere nella notte tra il 6 e il 7 gennaio. La mattina del giorno 8 c'era il sole e un freddo micidiale, qualcosa che non avevo mai provato prima, i giorni seguenti continuarono ad essere freddissimi malgrado il sole, cominciarono pure tutta una serie di disagi tra i quali:
    - Strada con tre dita di neve super battuta e ghiacciata, niente spazzaneve, niente sale, tutto per diverse settimane
    - il cortile di cemento si sollevò di parecchi centimetri crepando ovunque
    - Portone del garage saldato dal ghiaccio tutte le mattine
    - in alcune abitazioni si sono rotti i tubi dell'acqua
    - molte piante morte.
    Per me era il periodo della scuola, l'attesa della corriera che non arrivava mai, le scivolate, le dita di mani e pieni che facevano male, le labbra che si screpolavano.
    Ma quanto durò quel lungo periodo sotto zero? Lo chiedo a voi se qualcuno lo sa per certo, nei miei ricordi rimangono delle foto scattate il martedi grasso di quell'anno, che sara stato un giorno di febbraio e la superficie ghiacciata dell'acqua dell'idrovia Padova-Venezia (grande opera abbandonata e spreco di denaro) che si sciolse nel mese di aprile, era talmente spesso che qualcuno salì un trattore!

  8. #8
    Cumulus Congestus L'avatar di Zio Franco
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    Citazione Originariamente Scritto da Viking Visualizza Messaggio
    Da me invece non è caduta tanta neve come da voi, non più di 15 o 20 centimetri, cominciò a nevicare la mattina dell'epifania dopo un Natale abbastanza caldo, non cadeva copiosamente e a momenti smetteva di cadere, riprese la sera e continuò a cadere nella notte tra il 6 e il 7 gennaio. La mattina del giorno 8 c'era il sole e un freddo micidiale, qualcosa che non avevo mai provato prima, i giorni seguenti continuarono ad essere freddissimi malgrado il sole, cominciarono pure tutta una serie di disagi tra i quali:
    - Strada con tre dita di neve super battuta e ghiacciata, niente spazzaneve, niente sale, tutto per diverse settimane
    - il cortile di cemento si sollevò di parecchi centimetri crepando ovunque
    - Portone del garage saldato dal ghiaccio tutte le mattine
    - in alcune abitazioni si sono rotti i tubi dell'acqua
    - molte piante morte.
    Per me era il periodo della scuola, l'attesa della corriera che non arrivava mai, le scivolate, le dita di mani e pieni che facevano male, le labbra che si screpolavano.
    Ma quanto durò quel lungo periodo sotto zero? Lo chiedo a voi se qualcuno lo sa per certo, nei miei ricordi rimangono delle foto scattate il martedi grasso di quell'anno, che sara stato un giorno di febbraio e la superficie ghiacciata dell'acqua dell'idrovia Padova-Venezia (grande opera abbandonata e spreco di denaro) che si sciolse nel mese di aprile, era talmente spesso che qualcuno salì un trattore!
    Sergio, vado a spanne, sulla base dei ricordi, ma più avanti recupero anche i dati più che volentieri:
    sul veneziano il gelo ebbe una consistente pausa dopo il 16 - 17 gennaio, con pioggia. Poi ci fu un ritorno di fiamma del gelo dal 10 - 11 febbraio (con una spettacolare bufera di ghiaccio, un gelicidio maestoso, su Trieste la sera del 10!) e durò, comunque molto attenuato rispetto al gennaio, fino al 23 - 24 con delle belle minime sotto zero e alcune deboli nevicate. Poi marzo fu freddo ma con pochi valori sotto zero (parlo sempre a Venezia). Qualche fiocco di neve cadde la sera del 17 marzo.
    Certo, molti corsi d'acqua ereditarono un bello strato ghiacciato anche fino all'inizio della primavera astronomica, ma ormai con temperature altine...
    Piuttosto, tu dici che da voi "non nevicò molto, 15 o 20 cm. al massimo". Azz! per me, nelle mie zone, una nevicata di 20 cm. è la nevicata della vita!!! Esempio: 19/12/2009! Da farci la firma!!!
    Franco, siamo giusti: tu non saresti polemico, solo che presumi molto di te, e questo ti rende polemico!
    -
    Non è giustificato rubare da poveri in un Paese ricco, ma è addirittura CRIMINALE rubare da ricchi in un Paese povero.

  9. #9
    Temporale a multicella L'avatar di Viking
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    Anche per me 20 centimetri di neve sono tanti, capita molto raramente, ma i ragazzi sopra hanno postato foto con oltre un metro di neve, ho dovuto essere modesto perché non avevo quella neve li
    Sai, non ricordo che ci sia stato un periodo in cui abbia piovuto, soltanto che dall'8 gennaio (data particolare per me) è sempre rimasto sereno fino a primavera con un sacco di freddo.
    In quell'inverno ho visto per la prima volta le cornacchie in pianura e i gabbiano mangiare assieme alle galline, il lavoro qui da me rimase completamente fermo fino a primavera a causa dello spesso strato di terra ghiacciata.

    Questa è un lunga esposizione in 35mmm che ho fatto nella notte tra il 7 e l'8 gennaio 1985 quando la neve aveva ripreso a cadere.

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    Questa invece (è un parziale) l'ho scattata il martedi grasso, come avevo detto nel precedente post, la strada è ancora tutta ghiacciata e sembrerebbe non aver mai preso la pioggia, in fondo si vede uno in motorino, ma a piedi, sarebbe stato impossibile rimanere in equilibrio; in altre foto si vedono altre persone sempre a piedi, non c'era altra possibilità.

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    Magari Franco potresti trovare qualcosa sulla laguna ghiacciata, se ne era parlato molto in quell'anno.

  10. #10
    Cumulus Congestus L'avatar di Zio Franco
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    Citazione Originariamente Scritto da Viking Visualizza Messaggio
    Anche per me 20 centimetri di neve sono tanti, capita molto raramente, ma i ragazzi sopra hanno postato foto con oltre un metro di neve, ho dovuto essere modesto perché non avevo quella neve li
    Sai, non ricordo che ci sia stato un periodo in cui abbia piovuto, soltanto che dall'8 gennaio (data particolare per me) è sempre rimasto sereno fino a primavera con un sacco di freddo.
    In quell'inverno ho visto per la prima volta le cornacchie in pianura e i gabbiano mangiare assieme alle galline, il lavoro qui da me rimase completamente fermo fino a primavera a causa dello spesso strato di terra ghiacciata.

    Questa è un lunga esposizione in 35mmm che ho fatto nella notte tra il 7 e l'8 gennaio 1985 quando la neve aveva ripreso a cadere.

    ...
    Questa invece (è un parziale) l'ho scattata il martedi grasso, come avevo detto nel precedente post, la strada è ancora tutta ghiacciata e sembrerebbe non aver mai preso la pioggia, in fondo si vede uno in motorino, ma a piedi, sarebbe stato impossibile rimanere in equilibrio; in altre foto si vedono altre persone sempre a piedi, non c'era altra possibilità.

    ...
    Magari Franco potresti trovare qualcosa sulla laguna ghiacciata, se ne era parlato molto in quell'anno.
    Senza dubbio andrò a caccia di notizie, anche dalla mia tesi di laurea che si occupò moltissimo dell'ondata gelida del 1985, e anche del congelamento lagunare com'è ovvio.
    Ma intanto, prima di lavorare su ciò che hai proposto, tenevo a porre l'attenzione su alcune cose: Venezia fu investita da una notevole tempesta di neve già nella notte fra il 4 e il 5 gennaio, il 4 anzi già in mattinata era scesa per alcuni minuti una nevicata da uno strato nuvoloso - nebbioso con temperatura abbondantemente sotto lo zero. Poi rasserenò per gran parte del giorno, quindi alla sera ricordo come fosse adesso che comparvero tante imponenti nubi cumuliformi bianchissime (solo così infatti potei notarle sullo sfondo notturno) che in breve tempo invasero del tutto il cielo. Alla mezzanotte esatta fra il 4 e il 5 iniziò a sibilare la bufera che imperversò poi fino alle 6 del mattino successivo. Ricordo bene che quella notte, mentre iniziavano a cadere ancora timidi i primi fiocchi, avevo la radio accesa e la mitica "Onda verde" delle 24.00 segnalava già precipitazioni a carattere di bufera nella zona di Padova. Quindi credo sia difficile ipotizzare che da voi abbia nevicato solo a partire dalla notte fra 7 e 8! Siccome tu parli anche di una spruzzata passeggera nella mattinata del 7, ipotizzo che stia confondendo appunto il 7 col 4 e l'8 col 5, infatti, a parte le date diverse, tutto il resto combacia perfettamente! Può essere così?
    D'altronde proprio nella notte fra 4 e 5 l'asse di saccatura artica transita sull'Italia (tipico il minimo freddissimo centrato sulla Toscana), come si vede dalla prossima sinottica, e in questo caso le nevicate sono in agguato in tutto il Veneto a parte le aree pedemontane (in questi casi l'effetto stau è ininfluente):
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    Il 7 e 8 nevicò nuovamente per la risalita della depressione di remota origine nordafricana alimentata dal continuo flusso gelido verso il Mediterraneo occidentale:

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ID: 14936

    La sarabanda nevosa sulle pianure venete si concluse, almeno per la maggioranza delle zone, fra il 13 e il 16, per una nuova depressione questa volta schiettamente mediterranea, tuttavia sempre alimentata da un intenso flusso freddo di origine russa, prima che lo scirocco prendesse il sopravvento... :

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ID: 14937
    Almeno sul veneziano dopo il 16 (anzi, già il 16 stesso) posso confermare che piovve, e anche abbastanza abbondantemente, e tanta pioggia cadde attorno al 20 - 21 per una veloce perturbazione atlantica da Ovest - Sudovest che forse all'inizio scaricò un po' di neve, ma poi fu acqua in abbondanza! Ecco la sinottica della perturbazione piovosa:

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Nome: Rrea00119850121.gif 
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ID: 14941
    P.S. non capisco perché in coda viene fuori la sinottica del 4 gennaio... boh? Non c'entra niente, comunque è una bella sinottica, per chi volesse gustarsela...
    Franco, siamo giusti: tu non saresti polemico, solo che presumi molto di te, e questo ti rende polemico!
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  11. #11
    Squall Line L'avatar di clark
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    Da "Il Giornale di Vicenza" di mercoledì 16 gennaio 1985:
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Nome: gennaio 1985 005.jpg 
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    La nevicata del secolo l'ho vissuta molto intensamente ed i ricordi sono cristallini. Frequentavo la terza media presso l'istituto dei missionari Comboniani di Thiene, luogo di pianura dove, penso, la coltre nevosa abbia raggiunto lo spessore più elevato di quell'evento.
    L'ho vissuta dai primi fiocchi che ho visto cadere al suo triste e drammatico finale con la neve che, ormai pesantissima per il rialzo delle temperature, sfondava tetti e demoliva capannoni.
    Venivamo da una settimana con temperature record, giornate di ghiaccio con minime tra i -15°C e i -20°C (record a Vicenza di -20°C l'11/01/1985). Per la domenica sera (13 gennaio 1985) era attesa neve e io, dopo cena, mi recai fuori per vedere se arrivava. Ed essa arrivò! Cominciarono dei fiocchi leggerissimi e fitti (la temperatura era sui -5°C) e in breve tutto diventò bianco ricoprendo anche quella poca che già c'era da una nevicata precedente. E non smise per tre giorni anche se, lentamente, le temperature si alzarono rendendo la nevicata sempre più pesante. Ma posso affermare che a Thiene non girò mai completamente in acqua e l'accumulo massimo raggiunse senza dubbio il metro e forse anche qualcosa in più.
    Dalla gioia iniziale (ricordo il lunedì mattina che c'era già uno spessore sui 40-50 cm di neve farinosissima e ci mettemmo a giocare con i professori una improbabile e spassosissima partita di pallone) passammo alla preoccupazione dei giorni a seguire. Man mano che la temperatura saliva, raggiunto il suo massimo spessore, la neve cominciò a cadere dai tetti con boati paurosi. Un blocco di neve cadde dal tetto dell'istituto e sfondò il tetto di un edificio adiacente. Il martedì tentammo di aprire una strada per tirar fuori da un capannone gli automezzi dell'istituto ma dopo ore di spalate non riuscimmo a fare granché, anche perché continuava a nevicare in modo assurdo. Il capannone alla fine crollò seppellendo gli automezzi e le attrezzature. A fine evento vennero con le ruspe ad ammassare le macerie e la neve in un punto del piazzale e la neve finì di scioglersi ad aprile.
    Il giovedì mattina ci fu una pausa e qualche schiarita ed i missionari decisero di mandarci a casa. Ricorderò sempre il treno alla stazione di Thiene che arrivava da Schio e montava davanti la lama per spazzare la neve dai binari i quali a mala pena erano visibili.
    Son riuscito a recuperare da mia cugina qualche foto di Thiene di quei giorni fatte il martedì mattina che ancora nevicava copiosamente:
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Nome: Copia di img064.jpg 
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Nome: Copia di img066.jpg 
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ID: 14940
    E delle immagini per capire gli spessori a nevicata ancora in corso (ho misurato recentemente la rete che rimasta sempre la stessa):
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Nome: Copia di Copia di img066.jpg 
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    Ho recuperato anche delle foto del rifugio Barricata, sulla statale del Costo, che fu distrutto dalla valanga le quali mi sono state fornite dalla persona che, allora bambino, fu miracolato, in quanto la sua stanza fu invasa dalla neve e il suo letto fu riparato dalla trave del soffitto che crollò.
    L'allora Osteria Bellavista
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Nome: Valanga Osteria Bellavista-02.jpg 
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ID: 14944
    La stanza del "miracolo":
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Nome: Valanga Osteria Bellavista-04.jpg 
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  12. #12
    Temporale a multicella L'avatar di Viking
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    Complimentissimi Clark, ho letto con molto interesse ciò che hai scritto, bellissimo il tuo racconto e le foto che sei riuscito a recuperare, bellissime le foto del Barricata! Un salto nel passato, all'epoca avevo 17 anni e frequentavo le superiori, lo Zio Franco dice che potrei sbagliarmi sulle date, effettivamente ho appena chiesto alla mamma qualche delucidazione; nel 1985 non era la meteorologia la mia passione (c'erano i Duran Duran), piuttosto ricordo lo stato del clima perché lo associo ad avvenimenti particolari. Nei primi giorni di quel gennaio persi il nonno materno, per l'esattezza l'8 e nevicava ancora (dice la mamma) ma il 9, giorno della sepoltura c'era il sole e un freddo pazzesco, confermo Franco pure le date del 4 e del 5 come precipitazione nevosa, sempre la mamma racconta che il giorno della befana il nonno era tornato dall'ospedale e lei era andato a trovarlo in bici con grande difficoltà perché per terra c'era già della neve; della pioggia però nessun ricordo, ho fatto anche un piccolo sondaggio, se c'è stata non è riuscita a lavare via la neve al suolo, purtroppo io non ho dati per confermare o smentire.

  13. #13
    Squall Line L'avatar di clark
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    Qualche anno fa, con l’occasione di ritirare le foto della prima comunione di mia figlia, mi sono recato presso lo Studio fotografico Borracino, ed ho avuto l’intuizione di chiedere se avesse ancora le foto del mitico gennaio 1985, memore del fatto che proprio Borracino all’epoca e per tanti anni fu il fotografo ufficiale de “Il Giornale di Vicenza”. “Certo che le abbiamo” è stata la risposta (hanno ancora i negativi del mio battesimo di 43 anni fa!) e così mi sono ritrovato a scorrere i rullini delle foto (in bianco e nero) della città imbiancata come non mai.
    Poi mi sono recato in biblioteca spinto dalla curiosità di rivedere il quotidiano cittadino dell’epoca, ricordandomi del fatto che allora seguii le vicende della grande nevicata anche attraverso i numerosi articoli che riguardavano appunto l’incredibile evento nevoso del gennaio 1985. E’ stato un vero tuffo nel passato far scorrere il microfilm de “Il Giornale di Vicenza” del gennaio 1985 ed è stato un modo per avere delle conferme ai molti ricordi legati a quel evento.
    Ho voluto, quindi, fare un diario di quel gennaio attraverso i titoli principali degli articoli legati alla meteo che man mano apparivano sul quotidiano, i primi che riguardavano il grande freddo che si stava insediando su tutta la penisola, e poi quelli che documentavano la “nevicata del secolo” e i suoi effetti disastrosi su Vicenza e provincia. I titoli furono ovviamente sensazionalistici ma rendono bene l’idea di quel che si ha vissuto in quei giorni. Alcune foto che ho preso da Borracino e che allego alla relazione sono le stesse che apparivano su Il Giornale di Vicenza dell’epoca.

    L’INIZIO:

    Già il primo numero del nuovo anno, uscito il 2 gennaio 1985 riporta una notizia legata alla situazione meteo, che non fa certo pensare a quel che succederà nei giorni a seguire: “La neve non arriva ancora sull’altopiano”. L’articolo infatti parla di un’ottima affluenza di turisti malgrado la quasi del tutto assente presenza della neve.
    Bisogna passare al 4 gennaio per trovare un articolo che parla di condizioni meteo e da questo giorno per almeno altri 15 giorni l’articolo che parla di freddo e neve sarà un appuntamento fisso sia in prima pagina che nelle pagine di cronaca.
    Il 4 gennaio a pagina 20 (notizie nazionali) un articolo è così titolato: “L’ondata di gelo non si attenua”, riferito a temperature negative interessanti nelle principali città del nord (-6 a Venezia, -7 a Milano).

    Il 5 gennaio, a pag.2, nelle previsioni del tempo viene prevista neve al nord mentre le minime rilevate sono sempre + basse (-12 a Bolzano, -10 a Verona).

    Il 6 gennaio, in prima pagina, un trafiletto riporta una temperatura di – 35 registrata sul Monte Rosa mentre a pag.5, in cronaca cittadina un titolo racconta della prima apparizione della neve in città: “Prima neve in città ma senza alcun disagio”.Così una didascalia ad una bella foto: “eravamo andati a letto con un cielo pieno di stelle e la luna da grandi occasioni. Poi all’improvviso il quadro è cambiato. Abbastanza inaspettato, malgrado il gelo polare, la neve è scesa silenziosa e furtiva sulla città. Niente di eccezionale, una spolverata da non inserire nei guinnes, giusto un’imbiancata per divertire i ragazzi.

    Lunedì 7 gennaio 1985 e qui si comincia a fare sul serio.
    In prima pagina: “Tutta Italia nel freddo polare” con Roma paralizzata dalla neve, -38 a Livigno, ghiaccio in laguna e minima record a Vicenza con – 14 e – 2,6 la massima. Infatti a pag.4 un bel titolo: “Freddo da primato in città: -14 la minima. Domenica in montagna all’insegna del gelo”.

    Martedì 8 gennaio 1985.
    In prima pagina: “Roma paralizzata da freddo e neve, polemiche e denunce per disservizi”.
    A pagina 5, cronaca cittadina “700 contatori dell’acqua sono saltati per il gelo” “Il nuovo record è di -14,5, aumenta il consumo del gas”. In Altopiano -23.

    Mercoledì 9 gennaio.
    In prima pagina: “La neve trasforma l’Italia in Siberia, non viene escluso lo stato d’emergenza”. Infatti ora, oltre al gelo siberiano si sono aggiunte abbondanti nevicate che hanno colpito soprattutto il nord. – 30 al Rolle e al Falzarego, - 25 in Altopiano.
    In cronaca, a pag. 5 a tutta pagina: “Città e provincia nella morsa del gelo. Anziano muore assiderato ad Altissimo” “In centro 20 cm di neve, traffico nel caos, collegamenti difficili sulla Riviera Berica” In città minima di -13,2 e massima di -4.
    A pagina 6: “ Incredibile in Altopiano caduti solo 5 cm di neve!” quindi più neve a Vicenza che ad Asiago.

    08/01/1985 prima neve in una Vicenza ghiacciata:

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    Giovedì 10 gennaio 1985.
    Prima pagina: “I disagi del gelo aggravati anche dall’impreparazione
    A pagina 5,in cronaca locale: “Sono 3 le vittime del freddo” altri titoli: “Dopo la grande nevicata ora fa paura il freddo” “Scuole chiuse in tutta la provincia”. Anche nella cronaca bassanese la neve fa notizia: “La città semiparalizzata sotto la neve”.

    Venerdì 11 gennaio 1985.
    Pag.1: “Migliora il tempo al nord, continua a nevicare al sud”. “Parma a -25, l’Adige, bloccato dal ghiaccio, straripa in Val Venosta”.
    Pag.7, in cronaca: “Record del freddo a Vicenza con -15,5” “La nostra città resta saldamente in testa alla classifica del freddo nel Veneto”.

    Sabato 12 gennaio 1985.
    In prima pagina ecco alcuni titoli: “Ieri è stato uno dei giorni più freddi di questo secolo” “Battuti, in alcuni casi, i primati del 1929 e del 1956: - 27 nel basso modenese, - 22 a Firenze”.
    Per Vicenza, a pag. 4: “Migliorato il record del freddo: -20 alle 7,10 (di venerdì 11 gennaio) , -1,8 di massima”.

    Domenica 13 gennaio 1985.
    In prima pagina è chiaro che sta per accadere qualcosa: “Su tutto il centro nord in arrivo altre nevicate” “La Russia ci manda una nuova massa d’aria fredda”.
    In cronaca cittadina, a pag. 7: “Si allenta la morsa del freddo (-17,4) ma il primato polare resta a Vicenza”.



    L’EVENTO.

    Quando il quotidiano vicentino di lunedì 14 gennaio 1985, viene mandato in stampa ha cominciato a nevicare da poco ed è ovvio che in questa edizione non ci siano grandi titoli in tema meteorologico, ma comunque in prima pagina: “Dopo un lieve miglioramento la neve ha ripreso a cadere”.

    Martedì 15 gennaio 1985.
    E’ da questa edizione de Il Giornale di Vicenza che per almeno una decina di giorni verranno pubblicati servizi su servizi sull’evento che già da questa edizione verrà “bollato” come la nevicata del secolo. Infatti già in prima pagina, con la foto di uno sciatore in centro cittadino, capeggia il seguente titolo: “Neve record a Vicenza, città paralizzata” e sotto “Ieri alle 18,30 ne erano caduti 48 cm” e riferito al resto del nord: “Tutta l’Italia del nord sommersa dalla neve”.
    Da pagina 4 ci sono titoli da brividi: “VICENZA CHE DISASTRO” “La città in tilt, ha rischiato di restare isolata. Tutte le scuole e gli asili chiusi oggi e domani” “Gli autobus sono stati gli eroi della mattinata. Nel pomeriggio la tormenta ha bloccato anche loro”.
    A pag. 5 notizie anche dalla provincia ancor più colpita: “Tutta la provincia chiusa nella morsa della neve” “Anche i mezzi di soccorso bloccati sulle strade” “Schio e la Val Leogra trasformate in un vero paesaggio siberiano, mancano solo i lupi” “Crolla la tettoia dell’ospedale di Thiene, restano feriti un tecnico e l’infermiera” E poi un titolo che riafferma i miei ricordi visto che mi trovavo a Thiene dove l’evento fu davvero eccezionale: “THIENE: SITUAZIONE CAOTICA, 80 CM DI NEVE”.
    Montecchio Maggiore paralizzata da un black-out”. E finalmente neve abbondante anche sull’Altopiano:” Una buona scorta sull’Altopiano: oltre 1 metro” “Venti contrade isolate a Lusiana”. Ancora in provincia:” Sconfitti a Valdagno gli spalatori comunali,caos nel traffico, nelle contrade servizi spartineve privati”.
    Nella pagina di Bassano:”Bassano: La città e il mandamento da ieri soffocati dalla neve, tutte aperte le strade principali ma traffico a rilento” “Crollata una tettoia allo stadio S. Giovanni”.


    14/01/1985: La grande nevicata:

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    Mercoledì 16 gennaio 1985.
    In prima pagina in grande risalto: “Milano semiparalizzata dalla neve, gravissimi disagi in tutto il nord”.
    A pagina 4, in cronaca cittadina, comincia qualche polemica: “Neve città nel caos” “Il giorno dopo ha fatto misurare tutta l’impreparazione, poi il peggio”. Si chiede anche di finirla di parlare di Roma (stampa e tv nazionali continuano a martellare sui disagi subiti dalla capitale) e di cominciare a volgere lo sguardo anche a quel che succede in provincia:” E per favore non parliamo più di Roma”. Ci sono anche titoli curiosi:” Moon-boot una guerra” ” Appello dei sindacati ai cassintegrati. Da domani interventi sulle strade minori”.
    A pag. 5 si evidenzia una situazione drammatica in provincia:” La montagna isolata: la statale del Costo interrotta da ieri sera da una slavina”. “Un circo in difficoltà a CALDOGNO, CHIAMPO: sgomberate le vecchie case” Poi un titolo significativo:” Qui THIENE: IL RECORD C’E’ STATO, SUPERATO IL METRO, auto bloccate nei garage, fuori gli sci”. “Schio: in salvo i coniugi isolati in casa, cani randagi in cerca di cibo”. “VALDAGNO: città semiparalizzata e sotto choc, si temono crolli di vecchi tetti”.
    A pag.7 si comincia a parlare del disastro che stanno subendo le attività produttive:” Il gelo ha spento le fabbriche” e seguono numerose foto di crolli.
    A pagina 12, cronaca bassanese:” Oltre mezzo metro di neve ricopre il bassanese. Contro l’emergenza un esercito di uomini e mezzi. E’ cominciato con 15 camion lo sgombero della neve in centro”.

    15/01/1985. Cominciano i problemi:

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  14. #14
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    Giovedì 17 gennaio 1985.
    In prima pagina: “Pioggia e neve a Vicenza” “L’Italia rischia la paralisi” “L’agricoltura in crisi per il maltempo, stato di emergenza chiesto urgentemente”.
    Pagina 4 sempre più drammatica:”Ora il pericolo è l’acqua” “Stanziati 350 milioni, mezzi del comune in azione tutta la notte, OGGI ARRIVA L’ESERCITO, da stamane i bus dovrebbero essere regolari” “L’allarme degli industriali: danni per 150 miliardi, chiesto che venga dichiarato lo STATO DI CALAMITA’ NATURALE” “Un calvario il viaggio in città dei bus, ma che bravi sono stati gli autisti”.
    A pagina 5:” Ore 10: chiusa Vicenza-Ovest, pericolante la pensilina del casello” “La zona industriale vive scene di desolazione”.
    Pagina 6:” In provincia è un dramma” “SCHIO: in centro ed in periferia traffico vietato alle automobili” “Paralizzata VALDAGNO” “Black-out totale nella zona di THIENE” “Ancora chiusa la statale del Costo, gravi disagi sull’altopiano” “Crolla un’abitazione ad ARSIERO: anziana donna salvata dopo ore” “Al centralino della prefettura “SOS” da S. Germano: I soldati del battaglione Padova sono senza cibo” “Il Basso Vicentino tira un sospiro di sollievo, peggio passato! ” “Ancora irraggiungibile l’alta Valle di CHIAMPO”.
    A pagina 8 tutta la pagina è occupata da foto sotto il titolo:” Fotocronaca dal fronte della neve” Alcune didascalie: “Troppo peso: crollati tetti di scuole, capannoni, tendoni di campi da tennis” “Tanta pazienza in coda per entrare a Vicenza: il nodo è stato Ponte Alto” “Autoambulanze in difficoltà, auto in panne e poi in piazza dei signori il silenzio”.

    16/01/1985. I disastri.

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    Di notte ancora neve:

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    Venerdì 18 gennaio 1985.
    Pagina 1:” Tredici morti per il maltempo” “Danni ingenti in tutta Italia”.
    Pagina 4:” VICENZA è ritornata a Vivere” “Le comunicazioni sono fuori dallo stato di emergenza” “Oggi tempo permettendo, previste ulteriori operazioni di sgombero” “Ora serve un po’ di criterio di chi si posta con l’auto”.
    Pag. 5:” La battaglia notturna contro la neve: un piccolo esercito ha lavorato sotto una tormenta durata oltre 3 ore” “Le maggiori difficoltà in zona industriale bloccata da numerosi TIR” “Adesso è importante far defluire l’acqua: mettetevi al lavoro e liberate i tombini”.
    Pag. 6, in provincia: “Viabilità ancora in crisi: straripa a BREGANZE il torrente Chiavone, innondati campi e case” “A MONTECCHIO MAGGIORE numerose famiglie costrette in roulotte” “Ferite 3 ragazze nel capannone crollato a DEBBA” “Slavina travolge il Rifugio Barricata, sempre chiuso il Costo”.
    Pag. 7: [/b]” In provincia intervengono gli elicotteri: hanno raggiunto casolari isolati per soccorrere persone anziane o malate, tante strade bloccate e ci sono anche frazioni senza generi alimentari”.

    Sabato 19 gennaio 1985.
    Pagina 1: “Al nord ancora l’emergenza neve, sui monti minaccia di valanghe
    A pagina 4: “In città l’emergenza è finita ma resta l’allarme
    A pagina 5: “Il vicentino l’area più colpita del Veneto. La Regione preme sul governo: intervenite!
    A pagina 10 si delinea sempre più un quadro drammatico in provincia: “SCHIO: Crollo alla Gregori, che disastro! ” “THIENE: Lunghissimo l’elenco dei danni: peggio del terremoto! ” “VALDAGNO: Di nuovo al lavoro ma all’appello numerosi i vuoti”.

    Domenica 20 gennaio 1985.
    In prima pagina ancora la neve: “Neve: ieri un’utile schiarita la crisi non è però superata
    A pagina 5:” Primi conti in città e provincia: Danni per centinaia di miliardi. Secondo l’associazione industriali sono crollati i capannoni in 106 imprese. Tra le piùcolpite la Fonderia Corà di Thiene,dove 20000 metri quadrati di tettoie hanno ceduto seppellendo costosi macchinari ed un elaboratore elettronico”.
    A pagina 6: “La neve “scalda” i prezzi. Verdura e frutta salite a cifre stratosferiche”.
    Pagina 12: “SCHIO: pesantissima mazzata per le imprese” “Arzignano: Liberate anche le contrade. E’ finita l’emergenza neve. Conto di 100 milioni ma tutto sommato è andata bene”.
    Pagina 13: “THIENE: la città sembra bombardata. La Fonderia Corà vista dall’alto evoca ricordi di guerra. Il blocco della produzione, poiché l’azienda di Rozzampia è fornitrice di grossi complessi nazionali, potrebbe significare la cassa integrazione per 20000 persone” “Inagibili interi condomini” “VALDAGNO: Quattro scuole chiuse anche domani. Scout con gli sci in case isolate” “BREGANZE: Chiavone, pericolo fugato grazie ai mezzi cingolati” “PIOVENE: quattro squadre controllano la tenuta di tetti e solai”.

    Lunedì 21gennaio 1985.
    Pagina 1: “Sta cessando l’assedio della neve. Pesantissimi i bilanci del maltempo”.
    A pagina 4: “Finisce la vacanza bianca e riaprono le scuole. Ora se qualcosa non va è anche colpa nostra” riferito all’utilizzo dell’auto con maggior buon senso per limitare i disagi.
    A pagina 5: “Una dozzina di contrade di Altissimo sono ancora isolate da metri di neve. Le prime ruspe sono arrivate nel capoluogo solo venerdì mattina”.
    A pagina 6 ancora foto dell’evento.

    Martedì 22 gennaio 1985.
    A pagina 5 in cronaca cittadina: “Chiesto per il vicentino un decreto speciale del governo! E adesso il conto dei danni lira per lira. Due miliardi solo per portare via la neve”.

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    Nelle edizioni successive spunteranno ancora, sempre con minore frequenza, articoli riguardanti la “nevicata del secolo”, evento che resterà per sempre ben impresso nella mia mente.
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  15. #15
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    Hai fatto un lavoro che mi lascia senza parole, i miei complimenti sono troppo pochi.
    Meriteresti una pubblicazione in grande stile!

  16. #16
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    Hai fatto un lavoro che mi lascia senza parole, i miei complimenti sono troppo pochi.
    Meriteresti una pubblicazione in grande stile!
    Grazie. Era un lavoro che avevo fatto qualche anno fa e che avevo pubblicato nel defunto forum di NEM. E' servito sopratutto per fare chiarezza su date e dati che col tempo un po' si stavano appannando.
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  17. #17
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    Grazie. Era un lavoro che avevo fatto qualche anno fa e che avevo pubblicato nel defunto forum di NEM. E' servito sopratutto per fare chiarezza su date e dati che col tempo un po' si stavano appannando.
    Me lo salvo il tuo lavoro, troppo bello. Ti arrivano complimenti anche extra di questo forum. E' stato interessante leggere il susseguirsi dei giorni scandito dalle date, ho notato che non si parla mai di piogge intense nei giorni centrali di gennaio come invece descritte da Franco, io tenderei ad identificarmi di più col clima di Vicenza che con quello di Venezia pur trovandomi in una posizione mediana, a ricordo purtroppo non ho nessuna immagine di una qualche pioggia; anche in wikipedia si confermano le cose che hai detto, non sono arrivate le piogge da noi, ma soltanto nell'Italia centrale http://it.wikipedia.org/wiki/Ondata_...l_gennaio_1985 noi abbiamo continuato con i nostri oltre -15. Sono menzionate le nostre città, una ad una, con indicati i cm di neve caduti.
    Ho trovato in rete il calendario delle feste mobili scoprendo che il giorno in cui ho fatto le foto, tra cui quella sopra con la neve sulla strada, era il 19 febbraio 1985... quasi alla fine del mese e la strada era ancora li col suo bel manto bianco e ghiacciato.

  18. #18
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  19. #19
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    Me lo salvo il tuo lavoro, troppo bello. Ti arrivano complimenti anche extra di questo forum. E' stato interessante leggere il susseguirsi dei giorni scandito dalle date, ho notato che non si parla mai di piogge intense nei giorni centrali di gennaio come invece descritte da Franco, io tenderei ad identificarmi di più col clima di Vicenza che con quello di Venezia pur trovandomi in una posizione mediana, a ricordo purtroppo non ho nessuna immagine di una qualche pioggia; anche in wikipedia si confermano le cose che hai detto, non sono arrivate le piogge da noi, ma soltanto nell'Italia centrale http://it.wikipedia.org/wiki/Ondata_...l_gennaio_1985 noi abbiamo continuato con i nostri oltre -15. Sono menzionate le nostre città, una ad una, con indicati i cm di neve caduti.
    Ho trovato in rete il calendario delle feste mobili scoprendo che il giorno in cui ho fatto le foto, tra cui quella sopra con la neve sulla strada, era il 19 febbraio 1985... quasi alla fine del mese e la strada era ancora li col suo bel manto bianco e ghiacciato.
    Il veneziano purtroppo viene ben presto raggiunto dallo scirocco, quando la configurazione è come quella sviluppatasi dopo la metà di gennaio 1985! Quindi nessuno stupore che dalle altre parti abbia nevicato molto di più e piovuto niente o molto meno... comunque vedo dallo splendido lavoro ricostruttivo di Clark che si parla anche per Vicenza a un certo punto di "pioggia e neve".
    Piuttosto, a proposito di Clark, ragazzi, se anche voi siete rimasti ammirati dal suo lavoro come mi sembra di capire, mettetegli un Like, come ho fatto io! Magari gli fa piacere!
    Franco, siamo giusti: tu non saresti polemico, solo che presumi molto di te, e questo ti rende polemico!
    -
    Non è giustificato rubare da poveri in un Paese ricco, ma è addirittura CRIMINALE rubare da ricchi in un Paese povero.

  20. #20
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    "Tutto è ormai chiaro per me" (citazione dal film 2001 Odissea nello spazio)
    Ora rimane un'altra domanda di cui non sono riuscito a trovare la risposta in rete: quanto è durato quel freddo?
    Dopo i giorni di gennaio ci fu un periodo piuttosto lungo di cielo sereno e terso ma con temperature molto fredde che non consentivano lo scioglimento della neve, la quale andò via via scomparendo lentamente nel mese di marzo, rimanendo però in alcuni punti ombreggiati.

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